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L’arte di pittare a quattro mani

“Lo strumento per leggere il disegno è il colore, come la voce è lo strumento per leggere la parola scritta” . (Valerio Adami)

La pittura è l’arte che consiste nell’applicare dei pigmenti a un supporto (come la carta, la tela, il legno, il vetro o una parete) e il risultato è un’immagine che, a seconda delle intenzioni dell’autore, esprime la sua percezione del mondo o una libera associazione di forme (fonte Wikipedia).

Come si può dipingere in due? Chi prende le decisioni?

Co-creare a quattro mani vuol dire dipingere un “titolo”; vuol dire progettare un discorso; colorare un pensiero. Fissare su un supporto una “decorazione” che non finisca per essere solo mera apparenza; ma un complesso sinfonico di strumenti e di accordi che – per chi ha voglia di sentir fremere colori e forme – sussurra di “pensare dinnanzi ad un lavoro pensato“.

​E questo, solo questo, unifica il tempo di esecuzione con il presente della fruizione.

La fruizione esige impegno, perché l’esprit che ha lasciato quella specifica esecuzione, l’ha arricchita di un valore invisibile, non cumulabile, che si misura in sentimenti ed emozioni.

Dipingere a quattro mani è una forma d’Arte Generativa.

Il termine Arte generativa si riferisce al concetto di “Arte che genera arte” dove, l’opera artistica, è il prodotto di un sistema autonomo in grado di determinare le caratteristiche (forme, suoni, colori, ecc.) di un’opera che altrimenti richiederebbero decisioni prese direttamente da un unico artista.

Opere varie


le carte


Uno dei supporti adoperati con più frequenza dal duo è la carta povera, una tipologia di carta ricca di lignina che consente effetti cromatici particolarmente espressivi. La dimensione dei fogli è 50x60cm ma spesso viene lavorata come finestre affiancate, creando trittici e polittici  studiati in modo tale che ogni parte può essere separata perché pensata come autonoma.